Nel rione delle Piagge e nelle zone dei Borghi storici adiacenti (Brozzi, Quaracchi, Peretola) la percentuale degli studenti di origine immigrata è alta negli istituti comprensivi di riferimento territoriale Gandhi e Vespucci, limitandoci alle rispettive scuole secondarie Paolo Uccello e Manzoni osserviamo che nell’anno scolastico 2015-2016 alla scuola secondaria di I grado Manzoni troviamo una percentuale di iscritti stranieri  al 36,28 nelle classi terze.

Alla scuola secondaria di primo grado Paolo Uccello la percentuale sale a 37,61. L’alta concentrazione di studenti di origine straniera, l’arrivo degli alunni neo arrivati in Italia (NAI), ma anche le difficoltà degli alunni nati in Italia (ormai la maggioranza) con la lingua dello studio, si riflettono sui risultati scolastici producendo ripetenze.

Nella tabella che segue si possono osservare le differenze di percentuale di studenti ripetenti nelle due scuole secondarie di riferimento del territorio del rione Le Piagge e i borghi storici adiacenti.

 

Tabella elaborata a partire dai dati del Servizio supporto scuole dell’assessorato all’educazione del Comune di Firenze)

Tali ripetenze con il ritardo scolastico che producono influiscono sui risultati scolastici degli studenti di origine stranieri alla fine del primo ciclo (con alcuni casi di abbandono senza aver concluso il primo ciclo per raggiunti limiti di età) e soprattutto all’inizio del secondo ciclo, nella scuola secondaria di secondo grado scelta: molti studenti di origine straniera e alcuni italiani trovano nella scuola secondaria di secondo grado un gradino troppo alto da salire e abbandonano una volta superata l’età dell’obbligo scolastico (dopo aver compiuto 16 anni) senza un diploma. A fronte di questi dati sono molte le storie degli studenti e delle loro famiglie incontrati e presi in carico nel passato dal soggetto proponente nel territorio delle Piagge che manifestano caratteristiche analoghe: debole autorità genitoriale (ad esempio per un genitore assente e l’altro impegnato in lunghi turni lavorativi), insuccessi scolastici ripetuti che minano l’autostima dello studente, desiderio di raggiungere presto un’autonomia finanziaria tramite un lavoro qualsiasi anche per aiutare la famiglia (e quindi scelta di scuole secondarie orientate allo scopo). La scelta della scuola avvenuta senza un’informazione o una consapevolezza adeguata (personale e/o familiare), l’impossibilità di seguire l’indirizzo prescelto all’interno dell’istituto per mancanza di posti o altro producono spesso una rarefazione della frequenza scolastica e infine un abbandono entro il primo biennio. Tali studenti provenienti dal rione delle Piagge o dalle zone limitrofe vanno a ingrossarle file dei NEET senza una prospettiva di riprogettazione del proprio percorso scolastico-formativo. È necessario per questi ragazzi e  le loro famiglie un affiancamento personalizzato per ripensare un percorso positivo all’interno della scuola, della formazione lavoro o dell’apprendistato.

Le azioni: presso la scuola secondaria Sassetti Peruzzi (e secondo necessità degli studenti presso sedi di servizi territoriali o altre scuole secondarie di secondo grado), agli studenti stranieri e italiani individuati come a rischio dispersione scolastica sarà proposto un percorso in parte in gruppo e in parte individuale di tutoraggio e orientamento che coinvolga le famiglie per prendere coscienza e condividere obiettivi, regole, aspettative, criticità; ma anche interessi, attitudini, desideri e capacità. Le attività monitoreranno le scelte fatte ed eventualmente saranno di supporto per una riprogettazione del percorso formativo/professionale.

Nel percorso sarà dato modo di costruire il proprio cv e video cv e di visitare altri istituti scolastici o aziende dell’indirizzo scolastico/formativo/professionale scelto e/o i centri per l’impiego per permettere una scelta del progetto formativo/professionale più consapevole e mirata da parte dell’alunno e della famiglia.

In caso sia necessario per le attività sarà attivato il supporto di un mediatore delle lingue di appartenenza degli alunni stranieri. Talei azioni saranno svolte in armonia con le azioni già attivate come l’azione del Cospe già in atto con la Scuola Sassetti Peruzzi nell’accoglienza di studenti per la continuità scuola-lavoro.

 

La metodologia: l’approccio dell’intervento è di tipo laboratoriale e di tipo olistico, centrato sullo studente, sulle sue caratteristiche e i suoi bisogni, unendo quindi all’informazione e orientamento un momenti di ascolto empatico e di dialogo educativo. Incontri individuali con lo studente e le famiglie e progettazioni condivise di percorsi utili a una rimotivazione alla frequenza o una diversa scelta scolastico-formativa si alterneranno ad attività per piccoli gruppi di studenti e/o di genitori finalizzate alla consapevolezza di sé e dei propri talenti e desideri, secondo l’approccio della pedagogia attiva e contenuti adeguati al livello linguistico e alle caratteristiche dei singoli studenti e dei loro adulti di riferimento. Il collegamento con al rete territoriale scuole, servizi del territorio ed eventualmente servizi sociali faciliterà lo sviluppo di azioni compatibili con le risorse personali, familiari e territoriali disponibili.

 

Destinatario: L’intervento proposto è rivolto agli studenti iscritti alla scuola secondaria Sassetti o comunque del territorio individuato che mostrino difficoltà a frequentare in modo continuativo e con successo l’istituto prescelto per motivi diversi. Gli studenti saranno individuati in accordo con le scuole, le famiglie ed eventualmente i servizi sociali che li hanno presi in carico. Il numero degli studenti previsto andrà da un minimo di 6 a un massimo di 20 nei tre anni.

 

Soggetto responsabile: cooperativa sociale Il Pozzo

 

Periodo di attivazione e durata intervento ottobre – maggio (l’azione segue le scansioni dei percorsi personalizzati) per i tre anni di svolgimento del progetto.

 

Elementi di continuità il soggetto proponente e altri soggetti partners del progetto da anni promuovono azioni e riflessioni per la presa in carico del problema dei NEET provenienti dal rione delle Piagge e da altre zone periferiche o con forte disagio sociale. L’accompagnamento delle singole situazioni personali e familiari verso una soluzione sostenibile nel proseguimento degli studi dopo il primo ciclo ha visto una presa in carico di numerosi casi a partire dai segnali di disagio già manifestati nella scuola del primo ciclo. L’individuazione delle azioni e delle modalità proposte nel progetto si basa quindi su una casistica riguardante sia ragazzi di origine straniera sia minori italiani. Il risultato atteso è una rinnovata assunzione di responsabilità da parte dello studente e degli adulti di riferimento in merito al proprio percorso formativo e al proprio progetto di vita.

 

Sostenibilità

È importante sottolineare la dimensione del fenomeno sociale dei giovani NEET soprattutto tra gli studenti stranieri che una volta raggiunta l’età di termine del diritto-dovere all’istruzione (16 anni) o trovano collocazione nell’economia familiare (ad esempio attività manifatturiere, di commercio o ristorazione nel caso di minori cinesi) o rimangono senza un progetto di formazione e di vita almeno nell’immediato. I mezzi che le istituzioni e l’associazionismo del territorio possono attivare per supportare i singoli casi non arrivano spesso a costruire un’azione di sistema come quella proposta nel progetto e in molti casi l’offerta istituzionale non intercetta spesso i bisogni degli studenti fuoriusciti precocemente dai percorsi scolastico-formativi (offrendo ad esempio proposte di tirocinio esclusivamente a neodiplomati). Sarà quindi opportuno continuate ad incentivare azioni sistemiche e specifiche come quelle indicate nel progetto (come protocolli di intervento e finanziamenti mirati).